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giovedì 30 maggio 2013

I miei involtini viet




Gli involtini vietnamiti con la pasta di riso si possono riempire in mille modi. La differenza rispetto agli spring rolls cinesi è che non sono fritti e si mangiano freschi di preparazione o, eventualmente, si possono grigliare.
Dopo averli mangiati senza che mi venissero mai a noia nei miei soggiorni a Berlino (purtroppo a Bologna non ho trovato ancora nessuno che li prepari), ho deciso di cimentarmi io nella preparazione di una prima tipologia. Ho fatto un salto da Asia Mach (i prodotti che vi servono sono tutti recuperabili in negozi di prodotti alimentari orientali) e un taglio sul dito e un'oretta più tardi, i miei involtini viet erano pronti in tavola!


Ne approfitto per ricordare un gran film.



venerdì 9 novembre 2012

Risotto con bietole, caprino e frutta secca


Un bel giorno è venuto a trovarmi a Bologna il mio amico Enrico e ha preparato un bel risottino, con grande coraggio, visto che come sempre quando cucina, per una persecuzione ormai di tradizione attuata nei suoi confronti da tutti i suoi amici, me compresa, viene osservato passo passo e criticato a ogni pie' sospinto.
Alla fine però ci siamo leccati i baffi.

E poi, Patrizia Cavalli.




sabato 9 giugno 2012

Risotto con punte d'asparagi, ricotta essiccata e noce moscata


Io ho usato gli asparagi verdi per questo risotto, ma comunque mi piace l'idea di caricare questa poesia, letta tanti anni fa per la prima volta durante un corso universitario di letterature postcoloniali. Ricordo che mi colpì: era una poesia erotica scritta da una donna indiana, dunque vi trovavo l'alterità di una cultura di un paese così lontano e insieme mi riconoscevo in un pensiero carsico riferito al corpo.
Così: la letteratura, gli asparagi e mi è tornata in mente questa poesia.


Asparago bianco


Chi parla mai delle forti correnti
che scorrono nelle gambe, nei seni
di una donna incinta
al quarto mese?

È giovane, è la sua prima volta
è snella e la nausea è passata.
La pancia comincia a farsi tonda
i seni prudono tutto il giorno,

ed è sorpresa che quello che vuole
è lui
      di nuovo dentro di lei.
Oh vieni come un cavallo, vorrebbe dire,
muoviti come un cane, un lupo,
                   diventa un poppante cucciolo di leone.

Vieni qui, e qui, e qui,
ma nuota veloce e non ti fermare.

Chi parla mai del verde utero noce di cocco
i muscoli scoscesi, una profonda risacca
e il verde latte di cocco che sigilla
il suo pozzo, però scorre e la bagna
al suo tocco più lieve?

Chi capisce la logica
dietro questo desiderio?
Chi parla della montante marea
                    che risveglia
il suo sangue che lentamente ingrossa?
E la fame
           cruda ossessione che nasce
dalla forma dell’asparago:
bianco per mancanza di sole e venato di ombre porporine,
ne compra tre chili
di quelli grossi, più spessi di qualunque dito,
ne accarezza le teste seriche
alcune allegramente incappucciate...
          perfino l’odore la fa eccitare.

Sujata Bhatt